La giornata della Memoria

giornata-della-memoriaLa Giornata della Memoria, da molti anni a questa parte, è diventata una ricorrenza fissa da onorare in ricordo delle numerose vittime della follia nazi-fascista. Tanto, ormai, è stato scritto e detto a riguardo. Nell’affrontare questa tematica si rischia, spesso, di cadere nella facile retorica e nell’esprimere pensieri di cordoglio e dispiacere già ascoltati e ripetuti innumerevoli volte. Cercheremo, qui, di andare oltre.

Nella prefazione al suo libro “Se questo è un uomo” Primo Levi inserisce alcuni versi toccanti e molto significativi del reale senso da attribuire a questa tipologia di celebrazioni.161350

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per un pezzo di pane
Che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi
.

Della vita dura che si conduceva nei campi di concentramento, delle condizioni subumane alle quali erano costretti i deportati e delle innumerevoli pene da questi stessi patite, non faremo menzione qui. Sono un dato di fatto del quale si è presa piena consapevolezza nel corso degli anni grazie agli innumerevoli documenti ritrovati e alle testimonianze dolorose dei sopravvissuti.giornata-della-memoria-2015-magneto-testament-cover-marvel

Prendendo spunto da questi versi, però, sorge quasi spontanea una riflessione: è davvero tutto finito?

L’uomo ha compreso pienamente l’orrore di cui è capace? Ha veramente messo in pratica quei buoni propositi di difesa dei diritti umani sanciti per legge?

L’uomo ha ascoltato con attenzione l’urlo di giustizia che si leva ai giorni nostri da parte di chi fugge dal “male”?

Aggiornati quotidianamente dalle notizie di sbarchi ed “invasioni” di profughi che vengono letteralmente stipati in nuovi e moderni “campi di concentramento” fatti passare per centri di accoglienza, ci siamo ormai quasi assuefatti al disagio altrui e il dolore di chi abbandona la casa e gli affetti per andare incontro ad un destino incerto e, forse, ancora più crudele non sortisce più quasi nessun effetto nella maggior parte delle persone alle quali è demandato l’importante compito di tutela e garanzia dei più basilari diritti umani.

Giusto in ordine di tempo, sono recenti le immagini di pochi giorni fa di profughi bloccati al gelo nella cosiddetta “rotta balcanica”. Circa 65mila persone, provenienti da Siria, Pakistan, Iraq e Afghanistan, sono state fermate tra Grecia e Serbia, a causa della chiusura delle frontiere e hanno dovuto fare i conti con la neve, il freddo, le malattie, la penuria di cibo e ogni sorta di stenti.belgrado

Per non parlare poi delle tragedie del Mediterraneo alle quali l’Occidente, ormai, assiste cieco e sordo.

E’ gente  “Che lavora nel fango /Che non conosce pace/Che lotta per un pezzo di pane/Che muore per un si o per un no./Considerate se questa è una donna/Senza capelli e senza nome/Senza più forza di ricordare”.

Consideriamo dunque, quando celebriamo queste ricorrenze, Se questo è un Uomo…

 

Angelo Urbano

 

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Autore: Angelo Urbano

Psicologo

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